Tito Brasolin

Toglimi una curiosità. Tuo zio è sempre morto? (Totò, 1937)

La prima causa di morte?

with 1 Commento

Aggiornamento di sabato 17 ottobre 2009: il video non è più pubblicamente visibile! Action for Women starà aggiustando il tiro. In effetti l'aveva sparata grossa, su YouTube ci sono molti commenti negativi e non è detto che la presenza di Deborah Bergamini abbia contribuito a dare lustro all'iniziativa: ecco un video risalente all'anno scorso con un intervento di Marco Travaglio su Deborah Bergamini http://www.youtube.com/watch?v=6iOg7_nZBWc


Ulteriore rettifica di sabato 17 ottobre: c'erano molti commenti negativi, ma sono stati tutti censurati, ed è stato disabilitato il rating.

Lo spot è attualmente visibile in questa pagina del mio blog.


 

 

La violenza domestica è la prima causa di morte per le donne tra i 16 e i 44 anni, più del cancro e degli incidenti stradali (OMS)
Il Tempo, 12 aprile 2006

La citazione è tratta da un video diffuso dal Ministero delle Pari Opportunità e visibile nel canale YouTube dell'iniziativa Action for Women. Nel video sono presenti altre affermazioni, ma quella citata mi ha colpito in modo particolare dato che ripropone con qualche variante (per esempio l'attribuzione all'Organizzazione Mondiale della Sanità) un "dato" già circolante in Italia da alcuni anni: nel ritaglio di giornale qui a fianco si afferma:

La violenza subita dal partner, marito, fidanzato o padre che sia, è la prima causa di morte e invalidità permanente per le donne fra i 16 e 44 anni, ancora prima del cancro, incidenti stradali e la guerra.
Stop Violence Against Women: 'It's in our hands' - Amnesty International

In questo caso i dati sono attribuiti al Consiglio d'Europa, ed effettivamente la Raccomandazione 1582 del 2002 dice qualcosa di simile. Purtroppo però pare che tutta la faccenda sia un abbaglio, già liquidato nel 2005 come leggenda metropolitana (testualmente "urban myth") nientemeno che da Amnesty International.

Per gli impazienti ecco subito il link a uno degli errata corrige di Amnesty: Stop Violence Against Women: 'It's in our hands' - Amnesty International. Se il link non funziona (si tratta di pagine non recenti che Amnesty probabilmente un po' alla volta cancellerà) si può visualizzare un'immagine dell'errata cliccando sull'anteprima qui accanto.

E adesso qualche sommaria considerazione sui dati a noi disponibili, seguita dai dettagli della vicenda.

La Raccomandazione 1582 (2002)

Ecco l'espressione esatta utilizzata dal Consiglio d'Europa nella Raccomandazione 1582:

Statistics shows that for women between 16 and 44 years of age, domestic violence is thought to be the major cause of death and invalidity, ahead of cancer, road accidents and even war.

Francamente si nota subito un che di "sibillino" ("is thought to be" è diverso da "is" e ci si potrebbe quindi riferire a statistiche sulla gravità percepita e non sull'impatto numerico) ma, soprattutto, manca ogni riferimento alla fonte dei dati. Ciononostante l'affermazione è stata ampiamente ripresa, spesso tralasciando il riferimento all'invalidità, ed è diventata uno slogan dei cortei femministi ("ne uccide più l'amore che il tumore").

Ora, il fatto che l'affermazione non sia applicabile all'Italia dovrebbe essere lampante: chissà quanti di noi hanno sofferto la perdita di persone care nel fiore degli anni, a causa di una malattia o un incidente. Fortunatamente gli omicidi in ambito domestico sono qualcosa di cui per lo più si legge sui giornali, nel dubbio basta una capatina sul sito dell'ISTAT e prelevare da questa pagina i dati sulle cause di morte per l'anno 2006, o da quest'altra i dati relativi al 2007.

Il video del Ministero però fa riferimento alla World Health Organization, qundi le statistiche saranno sicuramente su base mondiale. Ecco l'interfaccia fornita dall'Organizzazione Mondiale della Sanità per accedere ai dati sulla mortalità nel mondo: http://apps.who.int/whosis/database/mort/table1.cfm

Ed ecco la pagina da cui i dati sono prelevabili: WHO | Download the detailed data files of the WHO Mortality Database

Si parla di milioni di record, difficile raccapezzarsi, ma da un'occhiata superficiale la prima causa di morte per le donne nella fascia d'età considerata non sembra proprio essere l'omicidio. Stesso discorso con i dati Deaths by Cause, Sex, and Age in the World, 2001 del Disease Control Priorities Project prelevabili qui: DCPP - Data and Maps.

Uhm... Sto sicuramente sbagliando qualcosa, bisognerebbe rivolgersi direttamente al Consiglio d'Europa.

Errata Corrige!

Sembra però che la raccomandazione 1582 fosse un po' sospetta già cinque anni fa: quando un attivista di Men’s Health Australia ha evidenziato i fatti, Amnesty International ha diramato un errata corrige tuttora leggibile in vari siti, ad esempio il già citato: http://asiapacific.amnesty.org/library/index/engACT770012004

Da questa pagina del sito di Men's Health Australia è prelevabile un interessantissimo documento: Gregory Andersen (l’attivista di cui sopra) a suo tempo è arrivato a "scomodare" direttamente Tanja E. J. Kleinsorge, allora alla Segreteria del Comitato per le Pari Opportunità presso il Consiglio d’Europa, la quale con gentilezza ed onestà dichiara:

I unfortunately have to admit that I do not know the source, either. The report in question was written before I took over the Secretariat of the Equality Committee, and the staff member who worked on the report has left the organisation.

However, I expect that my former colleague was not referring to European Union data: the Council of Europe is far larger than the European Union, and includes countries with a very high domestic violence death toll, such as Russia and Ukraine.

That being said, since I took over in the Secretariat, I have discouraged the use of this quotation, precisely because we don’t know the source.

 

Insomma, anche lo stesso Consiglio d'Europa non ne sapeva nulla! Tra parentesi (visto che l'abbiamo nominata poco fa) dal 29 settembre 2008 Mrs Deborah BERGAMINI è anche membro dell'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa.

In una e-mail del 26 agosto 2005 Gita Sahgal di Amnesty scrive, riferendosi all’ormai famigerata affermazione "Statistics shows that for women between 16 and 44 years of age, domestic violence is thought to be the major cause of death and invalidity, ahead of cancer, road accidents and even war":

This statement has been frequently quoted with each citation simply citing a previous source without any regard to the origins of the statement or the source of the original statistics. It has acquired the status of an urban myth as it is so frequently quoted and now has come under significant attack. We have tried to trace the statement to its original source and have suggested a rewording of the statement based on a more accurate reading of the figures that we believe it to be based on.

 

Si suggerisce quindi la seguente riformulazione:

"In a survey cited in a 1994 World Bank study, of ten selected causes of disability and death among women between the age of 16 and 44, domestic violence appeared as a cause more frequently than cancer, road accidents, war and malaria."

 

Stavolta siamo di fronte a un'affermazione assolutamente corretta: lo studio della Banca Mondiale cui si fa riferimento è reperibile in linea alla pagina Violence against women : the hidden health burden.

Violence against women : the hidden health burden

Ecco infine la tabella con i "dati" pubblicata a pagina 17:

Table 5 Estimated global health burden of selected conditions for women age 15 to 44
Condition Disability-adjusted
life years lost (millions)
Maternal conditions 29.0
        Sepsis 10.7
        Obstructed labor
7.8
STDs (excluding HIV) 15.8
Pelvic inflammatory disease 12.8
Tuberculosis 10.9
HIV 10.6
Cardiovascular disease 10.5
Rape and domestic violencea 9.5
All cancers 9.0
        Breast
1.4
        Cervical 1.0
Motor vehicle accidents 4.2
War 2.7
Malaria 2.3

a. Rape and domestic violence are included here for illustrative
purposes. They are risk factors for diseases conditions, such as
STDs, depression, and injuries, not dieseases in and of
themselves.
Source: World Bank 1993.

Note

Lo studio pubblicato dalla Banca Mondiale è sicuramente interessante e condotto con serietà. Va però precisato che non ha il valore di un documento ufficiale: la Banca Mondiale non si assume alcuna responsabilità sulla correttezza e completezza dei dati, e le opinioni e conclusioni espresse nel testo sono da attribuire unicamente alle autrici.

Per quanto concerne la tabella sopra riportata, è sottolineato esplicitamente che si tratta di stime frutto di un modeling exercise (ecco perché ho messo la parola "dati" tra virgolette) in base al quale ogni anno di vita perso a causa di una morte prematura è un disability-adjusted life year (DALY) e ogni anno di malattia o infermità è una frazione di un DALY il cui valore dipende da quanto è grave la disabilità. I risultati sono quindi espressi in milioni di DALY persi.

Le informazioni riportate nello studio provengono dal World development report 1993 : investing in health. Il documento è piuttosto corposo, la parte più interessante nel nostro caso è probabilmente Appendix B. The global burden of disease, 1990 (si parla ormai di quasi vent'anni fa) in cui tra l'altro si chiarisce il ruolo della World Health Organization:

The World Bank and the World Health Organization have undertaken a joint exercise for this Report that quantifies the impact in loss of healthy life from about 100 diseases and injuries in 1990 (Murray and Lopez, background paper). The global burden of disease (GBD) combines the loss of life from premature death in 1990 with the loss of healthy life from disability. The OBD is measured in units of disability-adjusted life years (DALYs) except in Table B.8, which presents only deaths.
Table B.7

 

Dal link qui accanto è scaricabile la tabella B.7 Distribution of the disease burden in the adult and elderly populations in demographically developing economies, showing the ten main causes, 1990.

Il file prelevabile dal sito della World Bank è la scansione del cartaceo originale, il documento World Development Report 1993: Investing in Health si può prelevare in una versione rimaneggiata e "ripulita" alla pagina DCPP - Global Burden of Disease and Risk Factors.

8 Trackbacks to La prima causa di morte?

URI specifico di Trackback per questa notizia

  1. A quanto pare Michelle Hunziker, madrina di Action for Women, è fondatrice di Doppia Difesa insieme con Giulia Bongiorno, quest'ultima deputata della Camera alle elezioni politiche 2006 nelle file di Alleanza Nazionale, rieletta nel 2008 nelle liste del P

    Tito Brasolin

    14 Dec 09 at 12:48

  2. www.ilfemminismo.it

    17 Apr 11 at 10:15

  3. padriseparati.org

    08 Feb 12 at 08:01

1 Commento to La prima causa di morte?

  1. Concetto trito e ritrito... A volte lo scoop è più importante di una sana e giusta informazione. (vedi alla voce *giornalismo moderno*!)

    Gianpiero

    15 Oct 09 at 13:11

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